In occasione del 51° pellegrinaggio diocesano a Lourdes, questa mattina il Vescovo ha celebrato alla Grotta delle apparizioni. Il testo dell’omelia

 

Liturgia della Parola:

1Ts 1,1-5.8b-10

Sal 149

Mt 23,13-22

 

Sorelle e fratelli,

Carissimi sacerdoti,

Pellegrini,

è singolare la prospettiva che si vive nel celebrare alla Grotta di Massabielle.

Qui Maria si è mostrata alla piccola Bernadetta, ha rivelato la sua Immacolata Concezione, ha chiamato a preghiera e conversione, e a costruire una cappella.

Qui la Grotta, icona dell’umanità, angusta e sporca come quella di Betlemme, ricorda all’uomo, ad ogni uomo, che egli è capax Dei. Ed è in questa capacità, secondo la prospettiva dei Padri, che è scritta la dignità di ogni uomo, di tutto l’uomo, e dell’uomo di sempre.

Sì, sorelle e fratelli, ogni uomo è capace di Dio, può accoglierlo, può diventare abitacolo della divinità, spazio liberamente offerto al dono di Dio.

Qui ci viene ricordato che Dio, prevenendo, ha fatto sì che Maria fosse grotta incontaminata, Vergine, pura, tutta bella; Lei, l’unica; e in Lei la grazia ha evitato la ferita del peccato, mentre in noi viene a guarire la piaga, prodotta dallo stesso peccato.

Maria, nella sua umiltà, è stata capace di Dio più di ogni uomo, Benedetta nei secoli per sempre.

Ella totalmente lo ha accolto, portato e donato per aiutare ogni uomo nel pellegrinaggio della sua vita.

Oggi Sant’Agostino, cercatore e pellegrino, ricorda ad ogni uomo di non smettere di cercare perché: Fecisti nos ad te, Domine, et inquietum est cor nostrum donec requiescat in Te: Ci hai fatti per te, o Signore, e inquieto è il nostro cuore finché non trova riposo in te (Confessioni, 1,1).

Camminando, errando, cantando, Sant’Agostino è approdato alla “bellezza antica e sempre nuova”, offerta sempre a tutti gli inquieti evangelici, invitati a camminare, cercare e cantare.

E San Paolo nella prima lettura usa parole di incoraggiamento per aiutare il popolo nella ricerca della fede.

Come una mamma, che non si arrende dinanzi al figlio inappetente; ad un insegnante che non si scoraggia dinanzi allo scolaro svogliato: siamo chiamati, alla scuola di Maria e dei Santi, a camminare e a vincere ogni fariseismo, per non essere “stolti e ciechi”, e a non confondere l’oro con il tempio, e l’altare con l’offerta.

Dio è sempre più grande di ogni contenitore, fosse anche la vita santa dei Santi.

Capaci di Dio, chiamati all’altezza della perfezione, non dimentichiamo che siamo grotta piccola ed angusta, ma che può diventare luogo baciato da Dio e spazio santo che attira ogni pellegrino della vita. Amen

 

Lourdes, 28/08/