Verso il 50° pellegrinaggio a Lourdes. Il Messaggio del Vescovo che chiede di puntare sulla formazione e il coinvolgimento delle comunità

 

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda… A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

(Lc 1,39.43)

 

Carissimi,

la cifra del pellegrinaggio, tanto cara al cuore di ogni credente, può essere utilizzata come icona per comprendere meglio il dono e l’impegno del cammino della Chiesa nel nostro tempo, che si caratterizza come Cammino Sinodale, cioè invito ad avere uno stile nel camminare insieme.

Approssimandosi l’anniversario del 50° Pellegrinaggio Diocesano a Lourdes, animato dall’Associazione della PUACS, forse è bene prima di rimettersi in cammino, sostare un attimo per andare alle motivazioni iniziali del carisma stesso.

Per fare memoria grata, e per non camminare invano, torno alle fonti che ho trovato nell’Archivio diocesano e alla testimonianza di tanti che hanno beneficato del dono carismatico di chi, all’inizio, volle intraprendere questo cammino.

Riconoscente ai miei venerati predecessori, Mons. Nuzzi e Mons. Illiano, al Servo di Dio Alfonso Russo, ai tanti Sacerdoti e Padri Redentoristi, e a tutti coloro che hanno contribuito al fine dell’Opera, mi piace ricordare innanzitutto i tanti pellegrini che, presi per mano dal personale della PUACS, si sono incamminati verso la grotta di Massabielle.

Un pensiero, impastato di preghiera, soprattutto per coloro che hanno terminato il pellegrinaggio terreno e ora ci attendono, con Maria e Santa Bernadette, presso la Grotta del cielo.

Cinquant’anni sono un tempo giubilare da non sottovalutare e per il quale sempre bisogna ringraziare la Mamma celeste, per poi ripartire con rinnovato entusiasmo in questo tempo inedito.

Ora è tempo, per non sbiadire il carisma spirituale dell’apostolato degli infermi, con particolare attenzione ai sacerdoti e fanciulli ammalati, di verificare il cammino fatto, non disperdere il tanto bene compiuto, e organizzare insieme il tempo a venire.

Bisogna rimarcare il senso del Pellegrinaggio diocesano, affidato dai miei predecessori alla cura della PUACS, e che io intendo riconfermare, specialmente oggi che tanti, accompagnati per la prima volta a Lourdes dall’Associazione, organizzano pellegrinaggi singoli e paralleli, perdendo il senso diocesano e la particolare solennità degli incontri a Lourdes, preparati e sostenuti dalla Segreteria del Santuario.

Lasciando a tutti la libertà di recarsi a Lourdes, è bene mantenere unico il Pellegrinaggio diocesano ad agosto, evitando frammentazioni e doppioni che non aiutano il cammino della Diocesi.

Per riprendere un vero Pellegrinaggio diocesano, con i pellegrini, il personale e gli ammalati, è necessario investire molto sulla formazione, individuare nelle Parrocchie e Comunità operatori sensibili al mondo della sofferenza, attivando corsi di preparazione, senza mai sottovalutare il cammino spirituale.

Il Pellegrinaggio deve essere solo una delle attività promosse dall’Associazione e diventare sempre più il momento culminante di un apostolato con gli ammalati da accompagnare, con iniziative varie, durante tutto l’anno pastorale.

Conviene che ogni Parrocchia e Comunità, specialmente se attraversata dall’esperienza pandemica, si attivi meglio per testimoniare nella pastorale ordinaria l’attenzione al mondo della salut