Carissimi,
la carta di identità dell’uomo ferito e questuante, ma sempre anelante alla Pasqua, è ben descritta dalla parola di Abramo, mentre sta alla presenza del Signore in un momento di difficoltà per la città: io che sono polvere e cenere (Gen 18, 27).
Abramo, visitato da Dio alle Querce di Mamre (Gen 18), ci aiuta a conoscere profondamente la nostra identità di creature, fatte di polvere e cenere, cioè di niente.

Ma quest’uomo, inconsistente, sa di essere dinanzi al suo Signore, e pur sapendo di essere polvere e cenere, ardisce parlare; la creatura dinanzi al Creatore acquista la sua dignità e consistenza: Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere (Gen 18, 27). Abita qui il segreto della preghiera e del colloquio con Dio, il Creatore e Padre (cfr Mt 7, 7-11).

Questo uomo, l’uomo di sempre, fragile e forte, luce ed ombra, terra e cielo, osa aprire la bocca dinanzi al suo Signore; osa chiedere, domandare, non tanto per sé, ma innanzitutto per gli altri e per far conoscere che Dio è giusto. E Abramo, dinanzi alla distruzione di Sodoma, si mette a contrattare con il suo Signore, dichiarandosi così esperto in economia della salvezza.

Davvero sterminerai il giusto con l’empio? (Gen 18, 22). E comincia, per un senso di giustizia senza la quale non c’è carità, la contrattazione sindacale con il suo padrone, il suo Dio che, scendendo e scontando, alla fine risponde: Non la distruggerò per riguardo a quei dieci (Gen 18, 32).

Abramo, nostro padre nella fede, è riuscito a commuovere il cuore di Dio, Padre di misericordia e di giustizia, e a cambiare le sorti della città con l’insistenza e la potenza della preghiera.

L’uomo, questuante e penitente, convegno di punti interrogativi, sempre risponde:
Dio degli eserciti, ritorna!/ Guarda dal cielo e/ vedi e visita questa vigna,/ proteggi quello che la tua destra ha piantato/ il figlio dell’uomo che per te hai reso forte (Sal 80, 15-16).

Questo uomo, cumulo di domande, come il cieco di Gerico, grida: Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me! (Lc 18, 38) ed ha anche l’ardire di gridare più forte davanti a coloro che lo rimproverano. Polvere e cenere nelle mani di Dio è la materia della no