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Il ricordo di mons. Illiano

Il ricordo di mons. Illiano ad un anno dalla sua partenza per il Cielo. Questa mattina la Santa Messa presieduta dal Vescovo Giuseppe nella Cattedrale di San Prisco   La Santa Messa presieduta dal Vescovo Giuseppe Giudice nel primo anniversario…

Il ricordo di mons. Illiano ad un anno dalla sua partenza per il Cielo. Questa mattina la Santa Messa presieduta dal Vescovo Giuseppe nella Cattedrale di San Prisco

 

La Santa Messa presieduta dal Vescovo Giuseppe Giudice nel primo anniversario della morte del Vescovo emerito Gioacchino Illiano

Santa Messa nella Cattedrale di San Prisco a Nocera Inferiore nel primo anniversario della partenza per il Cielo di mons. Gioacchino Illiano, vescovo emerito della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. Morì nella tarda mattinata del 6 febbraio 2020, nell’infermeria del Convento di Santa Maria degli Angeli di Nocera Superiore. I funerali si tennero in Cattedrale, l’8 febbraio, alla presenza di centinaia di persone e di decine di sacerdoti e vescovi. Al termine della Messa il suo corpo fu tumulato nella cripta della chiesa.

Questa mattina la Santa Messa nel primo anniversario della morte, a presiederla il vescovo mons. Giuseppe Giudice. Alla Celebrazione hanno partecipato tanti sacerdoti della Diocesi ed alcuni amici di mons. Illiano provenienti da altre Diocesi.

Nell’omelia, il Vescovo ha ricordato: “Non siamo chiamati ad imitare la vita, perché unica e irripetibile, ma ad imitare la fede. Stamattina facciamo memoria grata della sua nascita al Cielo, guardando in filigrana la bellezza di Dio, del Pastore”. Mons. Giudice ha poi esortato ad essere “pastori, non mercenari, non imprenditori”.

 

 

Richiamando il Vangelo odierno, il Vescovo ha fatto alcuni richiami alla spiritualità focolarina, “tanto cara al vescovo Gioacchino”. “I discepoli tornano dalla missione e si siedono intorno a

Il luogo in cui è sepolto mons. Gioacchino Illiano

Gesù, Gesù è in mezzo. Non siamo noi in mezzo, c’è Lui. Ogni qualvolta perdiamo il centro, perdiamo anche il senso del sacerdozio, della vita”. E poi Gesù abbandonato, un “abbandono in senso attivo e positivo”. “Gesù è abbandonato da tanti” nella povertà, nell’infedeltà, nella solitudine, ma “Gesù si abbandona nelle mani del Padre, non solo nell’ora dell’osanna ma anche nell’ora del crucifiggere”.

Poi, ha proseguito il Vescovo, Gesù ci dice “venite in disparte, riposate con noi. Dio non ama lo stress apostolico, ci vuole intorno a lui per non essere arrabbiati con la vita e con noi stessi. Chissà quante volte l’avrà detto al Vescovo Gioacchino e lui gli avrà raccontato le bellezze e le fatiche del ministero”. Un invito che il Padre gli ha rivolto anche “l’anno scorso, a quest’ora”. “Abbiamo la certezza di fede che il nostro fratello Gioacchino è andato verso il Signore. Grazie ancora fratello Gioacchino, continua a pregare per questa tua Chiesa”.

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