Il Vescovo incontra gli studenti dell’Agro

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Leggi la Lettera ai dirigenti – 9-10 ottobre 2014

Il vescovo Giuseppe ha incontrato gli studenti dell’Agro, dai bambini delle primarie ai ragazzi degli istituti superiori, lo scorso 10 e 11 ottobre

«Io so che voi siete contenti non tanto perché io sono qui, ma perché oggi è sabato!» con una battuta mons. Giudice sceglie di rompere il ghiaccio in una biblioteca gremita di studenti adolescenti che hanno accolto il suo Messaggio per il mondo della scuola. È l’11 ottobre e il Liceo classico-scientifico “Don Carlo La Mura” apre le sue porte a delegazioni studentesche di tutto l’Agro nocerino-sarnese. Soltanto il giorno precedente, il Vescovo aveva incontrato gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Cornice dell’incontro l’Istituto Comprensivo Statale “S.S. Giovanni Paolo II – Anna Frank” di San Marzano sul Sarno, con la premurosa accoglienza della dirigente scolastica, Emma Tortora.

La genesi degli incontri. L’Ufficio di pastorale scolastica, diretto dal prof. Filippo Toriello, ha coltivato fin da subito il desiderio di far interloquire il Pastore della Diocesi di Nocera-Sarno con gli studenti, alla luce della pubblicazione L’Alfabeto della Vita, testo che ha dato nuova vita alle lettere dell’alfabeto. In un rapporto di crescente sinergia tra l’Ufficio diocesano e gli istituti scolastici, l’organizzazione delle due giornate è stata completamente affidata a docenti e ragazzi. Dopo la lettura del testo scritto da mons. Giudice, gli alunni hanno ragionato insieme, formulando domande da sottoporre al Vescovo in persona. Gli interventi sono stati poi intervallati da brani musicali: posate penne e matite ed ammantati di coraggio gli studenti hanno proposto – suonando dal vivo – pezzi di grandi maestri, dalla musica classica al più recente repertorio di Ennio Morricone. Non solo. Dopo aver partecipato ad un progetto PON e aver acquisito abilità informatiche, i giovani del Liceo “La Mura” hanno realizzato un breve video – montato da loro – scegliendo altre parole significative da attribuire ad alcune lettere dell’alfabeto. Altro fiore all’occhiello per l’Istituto ospitante, la lettura con il linguaggio dei segni di una poesiasulla pace, scritta da una giovanissima studentessa premiata dall’UNESCO.

Domande pregnanti. Se con i bambini delle primarie mons. Giudice ha dovuto sciogliere curiosità come: «Perché sei diventato Vescovo?», con i ragazzi delle superiori l’aria è più adulta e le risposte da dare più ponderate.«La Chiesa come affronta il terrorismo? Qual è il pensiero della Chiesa? Perché la gente si allontana dall’amore? In caso di mancanza di lavoro, la Chiesa può aiutare? Perché oggi vengono a mancare alcuni valori familiari? Cosa pensa la Chiesa dei gay?» sono soltanto alcune delle domande rivolte al Vescovo. Con l’umiltà dell’alunno, il Pastore ha accettato di invertire i ruoli per un giorno, lasciando che fossero gli studenti a sedersi dall’altro lato della cattedra. A ciascuno ha risposto con chiarezza, cercando di sfatare alcune considerazioni demagogiche. «C’è un degrado culturale che bisogna far retrocedere – afferma– e la scuola deve diventare il luogo in cui ci si deve sentire accettati per come si è, per poter migliorare sempre più».

Una platea esigente. Gli studenti rappresentano forse la platea più esigente da soddisfare. I primiinterrogativi di senso fanno capolino in questi anni delicati e decisivi, come ha ricordato proprio mons. Giudice: «Vi chiedete forse: “la mia vita a cosa è chiamata?”». E la visita del prelato ha destato curiosità e attesa. Come prima di ricevere un voto, ma stavolta nella traccia del tema sono confluite ansie, preoccupazioni e paure di giovani coscienze in costruzione. Tra i tanti partecipanti, c’è il curioso che ascolta tutto con docilità. Il diffidente, che di “cose di Chiesa” proprio non vuole saperne. Il credente, che con la maglia dell’ultimo campo estivo, saluta fiero il suo Pastore.  C’è tutta un’umanità, fervente e ferita, insicura e spavalda, in ascolto e in protesta. Un’umanità che la benedizione finale di mons. Giudice – nell’atrio esterno del Liceo “La Mura” – abbraccia tutta, senza escludere nessuno.

Donatella Salvati e Mariarosaria Petti

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