L’ombra di pietro (At 5,15)

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Messaggio del Vescovo in preparazione al pellegrinaggio della Diocesi a Roma
6 giugno 2012.

Pellegrinaggio Diocesano a Roma 2012Carissimi,
con questo mio Messaggio, che vuole fornire anche spunti per le catechesi preparatorie, vi annuncio che il 6 giugno p.v. parteciperemo all’ Udienza generale del Santo Padre Benedetto XVI e così, come Diocesi, saremo pellegrini a Roma presso le Tombe degli Apostoli.

Mi piace suggerire questo tema per il pellegrinaggio:

A Roma, con il vescovo Giuseppe,
per vedere e ascoltare
Pietro.

Andremo a Roma, a conclusione di un anno vissuto nella gioia e nell’entusiasmo, quasi a voler restituire la storica visita che il Beato Giovanni Paolo II tenne in Diocesi il 12 novembre 1990, e per riannodare, ancora una volta, i fili del gomitolo della nostra Diocesi, che possiamo così riassumere: i dieci anni dalla conclusione del Sinodo Diocesano; il 250° anniversario della consacrazione episcopale di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori; il decimo anniversario della Beatificazione dei Beati Tommaso e Alfonso Maria Fusco; il venticinquesimo anniversario della nascita della Diocesi di Nocera Inferiore – Sarno; l’elezione e l’inizio del ministero del nuovo Vescovo; le prossime Ordinazioni sacerdotali e diaconali e il Venticinquesimo anniversario, che celebreremo in cattedrale il prossimo 3 ottobre, dell’Ordinazione Episcopale di mons. Gioacchino Illiano, Vescovo emerito, verso il quale la Diocesi deve esprimere sempre riconoscenza e gratitudine.

Vedere Pietro
“Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui”. (Cfr At 12,5)

A Roma, nella persona del Santo Padre Benedetto XVI, noi vedremo Pietro; anzi a Roma, come cristiani si va per “videre Petrum”.
Il Papa, sul colle Vaticano è sempre in prigione, incatenato da una cultura che tenta di escludere Dio dall’orizzonte della storia.
Il nostro compito, come Chiesa, è pregare per lui: cum Petro et sub Petro.
La Chiesa cattolica è con Pietro ed è sottomessa a Pietro: “infatti il romano pontefice, in virtù del suo ufficio di vicario di Cristo e di pastore di tutta la Chiesa, ha sulla Chiesa la potestà piena, suprema ed universale, che può sempre esercitare liberamente” (LG, 22); ed egli è “perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli” (LG, 23).

Verso quale Roma?
O felix Roma!

Oggi che i mezzi di comunicazione hanno messo in atto una continua mobilità, è facile andare e venire da Roma più di una volta.
Ma tutto ciò non sminuisce il pellegrinaggio verso la tomba degli Apostoli.
Verso quale Roma ci mettiamo, dunque, in cammino?
Non verso la Roma dell’arte, della politica, dei palazzi delle Istituzioni, del turismo, del commercio e della cultura, che pure ammiriamo e apprezziamo.
Come gli antichi pellegrini cantando: “O felix Roma, o felix Roma nobilis sedes es Petri”, noi cerchiamo la Roma cristiana, bagnata dal sangue dei martiri, segno di quella città, non costruita dalle mani dell’uomo, verso la quale siamo tutti pellegrini.
Come credenti e viandanti, per noi su ogni pietra è scritto: “più in là”, quasi a ricordarci che la nostra città è sempre oltre.

Ascoltare Pietro
“allora Pietro con gli undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro” (Cfr At 2,14)

Quando in piazza san Pietro ascolteremo il Santo Padre e ogni qual volta parla, è ancora Pietro che, il mattino di Pentecoste, si alzò in piedi e annunciò: “Gesù di Nazaret che avete crocifisso e avete ucciso … Dio lo ha risuscitato” (Cfr At 2,22ss).
Nella sua voce, nel suo Magistero, è Pietro, il pescatore di Galilea, che parla e, in comunione con Pietro, noi ascoltiamo e in lui diamo la mano direttamente a Gesù di Nazaret nel mistero della successione apostolica.
All’udire le sue parole, anche noi ci sentiamo trafiggere il cuore e chiediamo a Pietro e agli altri Apostoli: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?” (At 2,37).
E la risposta è sempre la stessa e puntuale: “convertitevi e … riceverete il dono dello Spirito Santo” (At 2,38).

L’ombra di Pietro
“Portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro” (At 5,15)

A Roma, verranno con noi anche gli ammalati, o potranno partecipare all’Udienza attraverso i mezzi della comunicazione sociale.
La Chiesa non dimentica a casa le membra sofferenti e chiede che l’ombra di Pietro possa lenire e dare senso, attraverso la croce gloriosa di Gesù, alle loro sofferenze.
Agli ammalati, ai sofferenti, sin d’ora chiedo di offrire preghiere e suppliche per la riuscita spirituale del pellegrinaggio della Diocesi a Roma.

Confermare i Fratelli
“Simone … io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”.
(Cfr Lc 22,32)

Compito di Pietro è confermare i fratelli nella fede. Andremo a Roma per vedere Pietro, per ascoltare Pietro e per essere da Pietro confermati nella fede.
Con gioia, vogliamo ripetere:
Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla, in Cristo Gesù nostro Signore.
Confermati nella fede, potremo così iniziare meglio l’Anno della Fede, che il Santo Padre ha indetto. Esso avrà inizio l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e terminerà nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, il 24 novembre 2013.

Pietre Vive
“Avvicinandovi a lui, Pietra viva rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo” (Cfr 1Pt 2,1ss)

A Roma, vivremo due momenti fondamentali: l’Udienza con il Santo Padre e la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo diocesano, nel Santuario del Divino Amore.
Celebrando con tutti i sacerdoti, religiosi, diaconi, seminaristi della diocesi, vogliamo esprimere la comunione con la Chiesa di Roma che “presiede nella carità”.
Per essere concreti e partecipare alla carità del Santo Padre, dispongo di anticipare la Giornata per la Carità del Papa (obolo di San Pietro) dall’ultima domenica di giugno al 27 maggio, solennità della Pentecoste.
Tutto ciò che raccoglieremo in quella domenica come obolo sarà deposto nelle mani del Papa per la sua Carità verso i bisogni del mondo.
Invito anche le Comunità religiose, i Gruppi, i Movimenti e le Associazioni a partecipare alla colletta per il Papa durante la Veglia di Pentecoste, che si terrà il 26 maggio p.v. a Sarno e sarà, a livello diocesano, momento unico e qualificato in preparazione al Pellegrinaggio.
Così, anche nella partecipazione e nella concretezza del dono, esprimeremo il mistero della Chiesa “stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa” (1Pt 2,9).

Scrivo a voi, giovani! (Cfr 1Gv 1,13)
Non può mancare in questo mio invito l’attenzione ai Giovani. E mi piace vedervi correre insieme a Pietro come il mattino di Pasqua: “correvano insieme tutti e due” (Gv 20,4).
Sono Pietro e Giovanni, il giovane, che corrono verso il sepolcro il mattino della risurrezione per ricordarci che senza comunione si rimane fermi.
Vi invito a correre con la Diocesi verso Roma per vedere Pietro e per dare al nostro pellegrinaggio diocesano il volto e il cuore di Giovanni, l’Apostolo giovane.
Sapete che conto molto su di voi!
Il vescovo Giuseppe non vuole andare da Pietro senza i giovani, senza l’entusiasmo e le domande della vostra vita; perché andremmo sicuramente ricchi di tradizione, ma poveri di speranza e di futuro.
Si, corriamo insieme verso Pietro e verso la Chiesa, per poi riversare la freschezza del nostro entusiasmo, rigenerato dalla fede, nelle strade dell’Agro.

Ritornare …
“Avvertiti in sogno … per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Mt 2,12)

Mi piace questa icona dei santi Magi, che vorrei applicare al nostro pellegrinaggio.
Che cosa ci attendiamo da questo nostro andare a Roma? Una semplice gita? Un momento di svago?
No, ma vogliamo vedere Pietro, ascoltare Pietro, celebrare sul luogo che ha visto il sangue dei Martiri e poi … semplicemente fare ritorno in Diocesi per un’altra strada.
Certamente la strada non cambia, è sempre la stessa, ma può cambiare il nostro modo di percorrerla perché chi ama, vola.
Ce lo facciamo suggerire ancora da Giovanni, l’Apostolo dell’amore e dal cuore giovane, perché radicato nella fede: “ … se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato” (1Gv 1,7).

Mentre con Maria, la Madre del Risorto, vi invito a cantare per poter camminare,
Vi benedico nel Signore

+ Giuseppe Vescovo

Nocera Inferiore 19 marzo 2012
Solennità di San Giuseppe

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