
«Scuola: una palestra per la vita». Messaggio anno scolastico 26-27
Il messaggio del vescovo Giuseppe per il nuovo anno scolastico: «Ascoltare, imparare, rispettare, aprire gli orizzonti e ristabilire il patto educativo»
Compito in classe
Due e due quattro
quattro e quattro otto
otto e otto fanno sedici…
Ripetete! dice il maestro.Due e due quattro
quattro e quattro otto
otto e otto fanno sediciMa ecco l’uccello-lira
che passa nel cielo
il bambino lo vede
il bambino l’ascolta
il bambino lo chiama:
Salvami
gioca con me
uccello!Allora l’uccello discende
e gioca con il bambino
Due e due quattro…
Ripetete! dice il maestro
e gioca il bambino
e l’uccello gioca con lui…Quattro e quattro otto
otto e otto fan sedici
e sedici e sedici che fanno?
Niente fanno sedici e sedici
e soprattutto non fanno trentadue
in ogni modo se ne vanno.E gioca l’uccello-lira
e il bambino canta
e il professore grida:
Quando finirete di fare i pagliacci!Ma tutti gli altri bambini ascoltano la musica
e i muri della classe tranquillamente crollano
E i vetri diventano sabbia
l’inchiostro ritorna acqua
i banchi ritornano alberi
il gesso ridiventa scoglio
la penna ridiventa uccello.J. Prevert, Compito in classe, dalla Raccolta Paroles, 1945
Carissimi,
all’inizio del nuovo anno scolastico 2026-2027, offro a tutti un gustoso e famoso testo di Jacques Prevert Compito in classe.
È un invito, per tutti gli Operatori della Scuola, ma specialmente per gli alunni di ogni ordine e grado, a coniugare con responsabilità l’impegno quotidiano, a volte faticoso, e la capacità di sognare e di uscire dall’aula, e dalla fatica dell’impegno, affidandoci alle ali della fantasia, per alleggerire il peso quotidiano e per non rimanere prigionieri dell’attimo fuggente.
Che la scuola, uscendo dalla burocratizzazione e dalle sabbie mobili, ridiventi per tutti, docenti e discenti, una vera palestra di autentica socialità, borgo culturale, laboratorio di scienza e coscienza, giusto spazio di addestramento e non di parcheggio, campo-base da cui partire, ben attrezzati, per il grande pellegrinaggio della vita, che promuoverà o boccerà a suo tempo, con esami non sempre facili.
E, soprattutto, sia luogo dove, con gesti e parole, ci educhiamo a bandire la violenza, cattiva maestra dei nostri giorni malati.
Ascoltare, imparare, ripetere, approfondire, rispettare, aprire gli orizzonti, affinare il pensiero, coltivare l’intelligenza artigianale, crescere come cittadini, vivere relazioni autentiche e sincere, aspettare ed aiutare chi resta indietro, evitare il podio prima della gara, esercitare la memoria per avere scorte nei tempi di carestia, ristabilire il patto educativo, siano i verbi che accompagnano il nascente anno scolastico, tappa importante del percorso esistenziale per diventare «pittori della propria vita» (San Gregorio di Nissa).
Buon anno scolastico 2026-27.
A tutti la benedizione del Vescovo.
Nocera Inferiore, 1° settembre 2026
+ Giuseppe Giudice, Vescovo
