La comunità Santa Maria del Carmine di Pagani si prepara a vivere domani, 16 luglio, la memoria della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
«Alla fine il mio cuore immacolato trionferà». Sono queste le parole che Maria rivolse ai tre pastorelli di Fatima nell’apparizione del 13 luglio 1917. Abbiamo celebrato da poco la solennità del Cuore Immacolato di Maria e le parole pronunciate dalla Vergine a Fatima donano ancora oggi speranza, in un tempo segnato da focolai di guerra che non accennano a concludersi.
Questo periodo dell’anno è particolarmente sentito dalla nostra comunità parrocchiale che, attraverso diverse iniziative, si prepara a celebrare la festa della Madonna del Carmine.
I festeggiamenti hanno avuto inizio con la processione del quadro e con la celebrazione della novena in preparazione alla festa: un appuntamento che ogni anno ci regala grandi emozioni e offre la possibilità di riflettere e meditare sui temi mariani e sulle virtù di Maria. Un cammino arricchito anche dalla presenza di diversi sacerdoti che, su invito del parroco don Enzo Di Nardi, ogni sera ci accompagnano nella preghiera e nella meditazione.
Domani, giovedì 16 luglio, giorno della festa, accoglieremo poi il nostro vescovo, Mons. Giuseppe Giudice, che ci accompagnerà ancora una volta in questo cammino verso il monte Carmelo, simbolo di una fede limpida e salda, senza cedimenti. Il Vescovo presiederà la celebrazione vespertina e il rito dell’imposizione dello scapolare.
La devozione alla Vergine Maria del Monte Carmelo e al santo scapolare trae origine dall’apparizione di Maria avvenuta il 16 luglio 1251 sul Monte Carmelo a san Simone Stok, allora priore dell’Ordine Carmelitano. In quella occasione, la Vergine donò a san Simone il santo scapolare come segno distintivo dell’Ordine Carmelitano e, allo stesso tempo, come segno di appartenenza a Lei. «Chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo», assicurò Maria a san Simone.

Con il dono di questo piccolo pezzo di stoffa, Maria ha promesso la sua speciale protezione a tutti coloro che, durante la vita, lo avessero indossato con fede. Naturalmente, la consacrazione a Maria mediante l’imposizione dello scapolare rappresenta un impegno per chi si affida a Lei: un impegno che si traduce nello sforzo quotidiano di imitare le sue virtù.
Molti santi sono stati legati alla devozione del Carmelo e dello scapolare. Tra questi anche san Giovanni Paolo II, che ricevette l’abitino all’età di dieci anni e lo indossò per tutta la vita, compreso il giorno dell’attentato in Piazza San Pietro, avvenuto il 13 maggio 1981, giorno dedicato a un’altra importante ricorrenza mariana: l’anniversario delle apparizioni di Fatima.
Forse non tutti sanno che esiste un legame profondo tra le apparizioni di Fatima e la spiritualità del Carmelo. Nell’ultima apparizione, infatti, il 13 ottobre, Maria si presentò ai tre pastorelli rivestita dell’abito carmelitano e con in mano il santo scapolare.
Il legame tra Fatima e il Carmelo risiede anche nel comune riferimento alla consacrazione a Maria. Lo scapolare, infatti, segno distintivo della spiritualità carmelitana, è espressione esteriore di un affidamento filiale alla Vergine, attraverso il quale mettiamo con fiducia la nostra vita nelle sue mani.
Anna Petrosino
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