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Una preghiera che non si spegne

La recita del Rosario, una devozione che resta salda presso il Santuario Santa Maria dei Bagni di Scafati.

L’estate svuota le chiese? Nella nostra comunità di Santa Maria dei Bagni, anche con la parziale sospensione delle attività parrocchiali, non è andata così.

La Messa domenicale ha accusato qualche defezione di famiglie partite per le vacanze. Una devozione, però, resta salda: tutti i pomeriggi, prima della Messa vespertina, un gruppetto di «non più giovanissime» si è riunita per la recita del Rosario.

Giorno dopo giorno, indipendentemente dalla stagione; settimana dopo settimana, col caldo o col freddo; mese dopo mese, anno dopo anno: con la determinazione e la puntualità della proverbiale «goccia che scava la roccia», il gruppetto è là, da sempre e per sempre.

Settant’anni fa, entrando in chiesa nel pomeriggio, mi venivano incontro parole in una lingua sconosciuta (latino, ma allora non lo sapevo): «Ave Maria, gratia plena…». Quella nenia, incomprensibile alle mie orecchie di bambina, non si è mai spenta. Loro non hanno mai mollato. Alla «sparizione» di una voce se n’è sostituita un’altra; il latino ha lasciato il posto all’italiano; tante facce rugose e familiari sono svanite, ma ogni pomeriggio, da quei banchi, si eleva la stessa preghiera alla Vergine: «Ave Maria, piena di grazia…».

Ogni giorno. In una quotidianità che nemmeno la morte può intaccare, nell’ordinarietà della vita, inserendosi e dando senso ai giorni che passano, agli anni che svaniscono, la preghiera si carica dei nostri fardelli per affidarli al cuore di Dio.

Lì diventerà salvezza per tutti.

Nunzia D’Antuono

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