Nel giorno che Tu sai,

Giorno eterno in te,

consumato il tempo,

deposti calice e patena,

verrò da te,

cioè ritornerò a casa,

aggrappandomi al tuo Cuore

con queste mani consacrate per Te.

Verrò da te

e so che Tu

non ti soffermerai

a valutare i passi stanchi,

non punterai il dito

sul quadrante dei miei ritardi,

non mi chiederai

il perché e il percome,

non aprirai il quaderno

dei miei debiti…

ma già da lontano

ascolterò la musica

della festa da te preparata

e Tu, uscendo verso di me,

Tu, unico ed Eterno Sacerdote,

mi riprofumerai

come il primo giorno

odoroso di crisma.