Grazie, Signore, perché sei venuto.

Oltrepassando gli ostacoli che sappiamo

sempre frapporre alla tua venuta.

Ti attendevamo o non ti attendevamo,

Tu sei venuto e ti regali a noi

in una notte di stelle, di freddo,

di gelo.

La tua presenza consuma i secoli.

La tua carne racchiude la nostra,

martoriata tante volte.

Il tuo pianto asciuga il nostro.

Anche quando non è visto.

Siamo nati piangendo. Chiamati alla gioia.

E tu, Bambino, sei venuto a farci compagnia.

Ora sappiamo dove vive la gioia.

Ora conosciamo la casa dell’amore.

Ma quanto è difficile lasciare le nostre sicurezze

e incamminarci verso quella casa.

Ora sei venuto e non possiamo ignorarti.

Dobbiamo seguirti. E ci costa.

Dobbiamo amarti. E ci spaventa.

Dobbiamo accoglierti, e…forse non ne abbiamo voglia.

Notte di Natale, notte santa,

ridonami l’innocenza dei tanti natali,

regalami lo stupore del suono di zampogne,

fammi grotta che accoglie.

Anche se angusta, anche se sporca,

fammi accoglienza, fammi Giuseppe e Maria.

Fammi gli angeli, fammi i pastori,

fammi i semplici, fammi Notte Santa.