Il presbiterio di Nocera Inferiore – Sarno rilegge il Vangelo di Marco

Meditazioni di Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Giuseppe Giudice
Esercizi Spirituali Diocesani – Abbazia di Noci (BA)

Prima meditazione – lunedì 7 novembre 2011 – introduzione

Il tono dei nostri presbiteri è sceso quando abbiamo trascurato la preghiera – attenzione ai presbiteri malati e a quelli che hanno lasciato, fanno sempre parte della nostra Chiesa.
Il vescovo annuncia che dopo la visita ai sacerdoti, incontrerà i diaconi permanenti, poi, a partire da febbraio, le case religiose.

In disparte
“Venite in disparte”, dice Gesù. Dio stesso si riposò: “Dopo aver creato l’uomo perché ormai aveva qualcuno a cui perdonare” (S. Ambrogio). Si ritira dopo aver creato. Il riposo di Dio non è una pigrizia, non lascia l’uomo da solo ma è un segno della fiducia che Egli ripone in noi. La stessa fiducia che dovremmo avere per le nostre comunità.

Nel deserto
Dopo il battesimo lo Spirito getta Gesù nel deserto. “Quando geme il vento è il deserto che piange perché non è giardino” (proverbio arabo). Il deserto è il luogo del silenzio e della prova, il luogo dove ci scopriamo con il nostro volto, non c’è altro. il deserto è il luogo dove Dio parla al cuore (Os 2), molti parlano all’intelligenza. Il deserto fiorirà come un giardino, dice Isaia. Il deserto è anche il luogo della prova, come leggiamo nel Deuteronomio:
“Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi” (Dt 8,2)
Il silenzio fa paura. Paura di incontrarci con noi stessi. Eppure Dio ci attende nel deserto del cuore. il deserto è il luogo della grande tentazione: Israele – Gesù. Gesù va nel deserto perché mandato dallo Spirito. Ci perdiamo quando andiamo da soli.
Quando diciamo che c’è il deserto, a livello pastorale o spirituale, diciamo una negatività. Ma il deserto può fiorire!
Siamo nati in un giardino. È successo qualcosa che ha dato origine ad ogni altro squilibrio. Il giardino è il luogo della disobbedienza, ed è quello che mostra la fragilità. Inizia qui la mancanza di armonia. Il primo peccato: io al posto di Dio. Dio non ci ha lasciato nudi. “Quando si ascolta la Parola Dio ritorna a passeggiare nel giardino” (s. Ambrogio). Prima che il giardino diventi luogo della resurrezione, bisogna fare lo stesso percorso di Gesù: passare attraverso la croce. Gv 18: uscì, passò il torrente Cedron ed entrò in giardino –
Dio si riposa perché è umile. Solo l’umile sa lasciare. Se pensiamo di essere indispensabili, non lasciamo mai. Il riposo è un atto di fede – “Dio è Dio, ma l’uomo non è Dio” (K.Barth). Riposandosi l’uomo lascia tutto nelle mani di Dio. Come avviene nel sonno. Non siamo Gesù ma il segno di Gesù. Non siamo lo Spirito santo ma siamo ricreati da Lui. Non siamo il tutto ma solo una parte. E non sempre quella migliore.

Nel mistero del sabato santo
Tempo forte dello spirito: l’espressione va chiarita. Lo Spirito è sempre forte, è il nostro spirito che non è sempre forte, non sempre è in sintonia con lo Spirito. Tempo di rinnovamento: s