In occasione della festa di Ognissanti e della commemorazione dei Defunti, il Vescovo propone una riflessione sul senso della preghiera: una carezza per i nostri cari.
Il 2 novembre mons. Giuseppe Giudice presiede la Santa Messa alle ore 11.00 al cimitero di Sarno e alle ore 16.00 al cimitero di Nocera Inferiore

 

Il guerriero morente, opera realizzata dall’architetto Raffaele Di Domenico e dal geometra Michele Bello – Cimitero nuovo di Sarno

Carissimi,

attraverso il portale dei Santi entriamo nel mese di novembre, tanto dedicato nella nostra tradizione alla commemorazione dei Defunti. Andiamo in silenzio, in meditazione e preghiera, verso i giardini dove riposano i nostri cari, ripetendo sotto voce la bella preghiera che ci ha insegnato la Chiesa:

 

L’eterno riposo,
dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la Luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen

 

In questi giorni carichi di significato, mentre «si sta come d’autunno sugli alberi le foglie» (G. Ungaretti), è bene che ritorniamo pensosi e meditabondi sul mistero della vita e della morte.
Come una mamma, la Chiesa ci insegna a chinarci su coloro che riposano, dormono nei nostri cimiteri.

 

Per essi, nel buio della morte, noi chiediamo che possa risplendere quella luce che non tramonta, luce che è Dio stesso.
Ed è la luce della fede che illumina le nostre strade e, con essa tra le mani, noi ci chiniamo sulle tombe dei nostri cari per alimentare la speranza e la carità, virtù oggi sempre più necessarie.
È un gesto molto semplice – una luce tra le mani! –