La meditazione del vescovo Giuseppe per il Venerdì santo

 

 

Venerdì santo è il giorno dell’amore più grande, di un amore che non si ferma dinanzi alla porta della morte ma l’attraversa, e il Figlio di Dio, umanato e deposto dalla croce, scende agli inferi.

Egli va a cercare il primo Adamo come si cerca la pecorella smarrita e, in lui, cerca e salva ogni uomo, perché Egli è venuto a cercare ciò che era perduto.

Maria, la Mater Dolorosa, la Compagna generosa del Redentore, dopo averLo accompagnato per le strade di Galilea e per i tornanti del Calvario, rimane fuori, all’esterno.

Per ora, Ella non può entrare. Poi, anche Lei, anzi sarà la prima, e entrerà con il Crocifisso nella gloria, ora deve rimanere con i crocifissi nella storia.

Ella deve raccoglierli, cercarli, custodirli, accompagnarli come Maestra di fede e Donna di speranza fino al ritorno del Figlio.

Gesù scende nell’androne della morte da solo, ma in comunione con il Padre – il Padre è sempre con me – per ricucire gli strappi prodotti dal peccato sul tessuto dell’umanità.

Dal Venerdì santo, giorno dell’amore sconfinato, ognuno può ripetere, consolato e accompagnato dalla Madre: ha dato la vita per me!

Egli, il Figlio di Dio, Colui che ha preso la nostra carne e l’ha deposta nel sepolcro, ha offerto la sua vita, l’ha donata affinché la mia vita diventi un dono.

Tutti i sofferenti, gli ammalati, i soli, i distrutti, sono invitati al convegno della Croce dove troveranno la compagnia amorevole di Maria, che li aiuterà ad alzare lo sguardo verso la Croce, in attesa dell’alba radiosa della Risurrezione.

Venerdì Santo 2018

 

                                                           + Giuseppe Giudice, Vescovo