La moltiplicazione dei pani è uno dei segni operati da Gesù che non smette di riempirci di stupore. Guidati da mons. Giuseppe Giudice, approfondiamo il mistero eucaristico in dodici punti che richiamano i canestri riempiti con i pezzi avanzati.

Gesù ha compiuto un segno – non un miracolo! – con i cinque pani d’orzo e i due pesci posseduti dal ragazzo indicato da Andrea, il fratello di Simon Pietro. Segno che manifesta la compassione di Gesù per la folla e l’eccedenza del dono di Dio. In questo senso possiamo parlare di miracolo eucaristico, cioè di una moltiplicazione che non smette di riempirci di stupore.

Da quella sera il pane eucaristico non è mai venuto meno, anzi si è moltiplicato ed è stato condiviso in ogni angolo della terra, dovunque un povero prete ha celebrato, celebra e celebrerà una Messa. Raccolgo, come una provocazione aperta all’approfondimento, il mistero eucaristico in dodici canestri, affinché nulla vada perduto e ogni credente sia sempre più cosciente del dono di quel pane.

E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: “Raccogliete

i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto”. Li raccolsero

e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani

d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.