Venerdì 13 settembre, alle ore 19.30, nel cortile della Curia vescovile di Nocera Inferiore la riconsegna dopo il restauro del busto d’argento di san Prisco, della tela “Incoronazione di Santa Rosalia” di Angelo Solimena e di una scultura lignea de La Vergine Addolorata.

 

È ritornato all’antico splendore il busto argenteo di san Prisco, patrono della città di Nocera Inferiore e della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. Venerdì 13 settembre la riconsegna al termine dei lavori di restauro di ben tre preziose opere custodite all’interno del Museo diocesano San Prisco di Nocera Inferiore.

Oltre alla scultura d’argento raffigurante il primo vescovo e patrono della Chiesa nocerino-sarnese, espressione massima dell’arte argentiera napoletana, sarà riconsegnata anche la tela “Incoronazione di Santa Rosalia” di Angelo Solimena e una scultura lignea de La Vergine Addolorata. Un lavoro eccezionale che accresce ancora di più il valore di questi capolavori, che saranno presentati durante una serata evento il 13 settembre, alle ore 19.30, nel cortile della Curia vescovile di Nocera Inferiore, dove è ubicato il Museo diocesano.

L’appuntamento consentirà di scoprire una ricchezza d’arte che attraversa i secoli e ammirare tre pezzi unici riportati al loro splendore originario. All’incontro di venerdì, che si caratterizzerà come una serata dedicata all’arte a 360 gradi, interverrà il vescovo mons. Giuseppe Giudice, Anna De Martino della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Salerno e Avellino, il direttore del Museo Salvatore Alfano, il direttore dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici diocesano, Angelo Santitoro, e i restauratori Adele Ruggiero e Raffaele Mercogliano. Ad allietare la serata ci saranno il piano e gli archi dei Civale.

Il restauro è stato eseguito non solo perché la conservazione di un bene è un preciso compito del Museo, non solo perché naturalmente opere di questa importanza, giunte fino ad oggi magari affrontando disavventure di ogni tipo, meritano di essere preservate, ma «abbiamo realizzato questi restauri – ha spiegato il direttore del Museo, Salvatore Alfano –, principalmente con l’intento di restituire opere di grande bellezza e complessità a tutta la comunità».