Ai lavoratori stagionali nella terra dell’Agro

//Ai lavoratori stagionali nella terra dell’Agro

Il Messaggio del Vescovo in vista della stagione conserviera

Carissimi,

nel tempo della Visita Pastorale, e all’inizio della stagione estiva, permettetemi di inviare come Vescovo un breve biglietto di saluti e di auguri a chi, nella nostra terra, conosciuta nel mondo anche per il pomodoro San Marzano, inizia la stagione della lavorazione dell’oro rosso.

So bene che oggi tanti pomodori provengono da altre terre, e San Marzano è quasi solo un simbolo, ma nel nostro territorio il lavoro per la trasformazione è ancora presente e forte.

Ho imparato a distinguere in questi anni i tanti tir che caricano e partono e tante persone, soprattutto donne, che mi dicono: siamo impegnate, è iniziata la stagione dei pomodori! È un’opportunità da non sottovalutare.

Sono tanti gli stagionali, li vedo in fila con colori diversi dinanzi ai luoghi della lavorazione; un popolo quasi sconosciuto e invisibile che, nel tempo delle vacanze, va a lavorare per arrotondare il salario della famiglia, per gestire qualche situazione, per saldare qualche debito, per evitare una disoccupazione perenne e mettere qualche cosa da parte, quando è possibile, per stagioni più magre; o per soddisfare qualche desiderio personale.

I lavoratori e le lavoratrici stagionali sono una ricchezza per il nostro territorio e una possibilità per le famiglie.

Siano benedetti e benedette!

Il pomodoro richiama il sapore di casa e della famiglia; la pizza con gli amici; l’odore del ragù per la domenica; è oro rosso, rosso come il colore del sangue.

Ho ascoltato tante storie, anche belle ed edificanti, e come Vescovo mi chiedo: è sempre rispettata la dignità del lavoratore? Si investe sulla sicurezza; si rispettano nella paga i contratti sindacali? Si è attenti alle esigenze del lavoratore e ai turni da svolgere?

Le donne, innanzitutto, sono rispettate e protette nella dignità femminile?

Le zi-maestre, così sono chiamate quelle donne che sorvegliano, mentre l’oro scorre sui tappeti, hanno la capacità di leggere con attenzione il volto dei lavoratori, specialmente quello delle lavoratrici? O, dimenticando di essere anch’esse donne, mogli e mamme, sono lì solo per controllare e segnare qualche ora in più o in meno?

Quante domande si pone il Vescovo! Forse troppe. Alcune hanno già una risposta, altre che l’attendono da anni.

Come Chiesa siamo chiamati a vegliare come la sentinella anche su questo mondo sommerso, perché educati dalla Dottrina Sociale del Magistero che mette al centro la dignità della persona umana.

Sono Vescovo di tutti, specialmente di chi potrebbe sentirsi indifeso, sfruttato, non protetto o lasciato solo nella fatica.

Buon lavoro, allora. E buona stagione!

E nessuno dimentichi – lavoratori e imprenditori – che il pomodoro ha il colore del cuore, cioè dell’amore, e del sangue chiamato a trasmettere e a portare la vita, edificando insieme la Civiltà dell’amore.

Vi benedico

+ Giuseppe, Vescovo

 

Nocera Inferiore, 24 giugno 2018

Nella solennità della nascita di san Giovanni Battista

By |2018-06-27T11:16:48+00:0027 Giugno 2018|Diocesi|0 Commenti