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ANNO MARIANO 1988
-- BASILICA DI POMPEI --
Carissimi,
siamo venuti da mille
strade diverse, da tante comunità parrocchiali diverse, per trovarci ai piedi
della nostra Madre, qui nel santuario di Pompei. Questo straordinario appuntamento
è stato occasionato dalla celebrazione comunitaria dell’Anno Mariano che stiamo
vivendo a tutti i livelli, sia personale, sia parrocchiale, diocesano e mondiale!
Questo pellegrinaggio
della nostra Diocesi ai piedi della “Madonna del Rosario” di Pompei vuole
essere un semplice, ma devoto e filiale atto di omaggio e di fede alla Madre
del Redentore e nostra, ubbidienti all’invito del capo della Chiesa, il Santo
Padre Giovanni Paolo II.
Oggi, nel cammino di
fede e di penitenza che abbiamo fatto, vogliamo dire alla Madonna che noi
l’amiamo, che la riconosciamo per Madre di Gesù, Figlio di Dio, e Madre della
Chiesa; vogliamo dirLe che noi la riconosciamo come l’Avvocata nostra presso
Dio, come la nostra Protettrice.
Il Comitato Diocesano
per la celebrazione dell’Anno Mariano, che tanto sta facendo per meglio far
conoscere e onorare la Madonna, ha organizzato questa meravigliosa giornata
di preghiera e di penitenza. Voglio pubblicamente dare riconoscimento a quanti
si stano prodigando in detto Comitato e particolarmente a Mons. Vicario Generale,
che coordina tutto il lavoro. La Madonna li ricompensi tutti con i suoi celesti
favori!
Ed ora permettetemi qualche
breve riflessione, anche se il viaggio e la stanchezza ci costringono all’essenzialità.
Rimandiamo ad altro momento
un ulteriore approfondimento del tema, visto che avremo ancora altre celebrazioni
e convegni sulla Madonna in quest’Anno. Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo
II ha tra l’altro asserito che l’Anno Mariano deve “promuovere una nuova
ed approfondita lettura di ciò che il Concilio ha detto sulla Beata Vergine
Maria, Madre di Dio, nel mistero di Cristo e della Chiesa”.
Certamente l’impegno
di conoscenza, di ricerca e la pietà, nei confronti di Maria di Nazaret,
non possono essere circoscritti nei limiti cronologici dell’Anno Mariano,
ma devono costituire un compito permanente: permanenti, infatti, sono
il valore esemplare e la missione della Vergine. La Madre del Signore,
è un dato della Rivelazione Divina; costituisce cioè una presenza
materna sempre operante nella vita della Chiesa.
La Vergine Maria è, dunque,
un dato essenziale della fede e della vita della Chiesa! La storia del dogma
e della teologia attestano la fede e l’incessante attenzione della Chiesa
verso la Vergine Maria e la sua missione nella storia della salvezza. E ciò
fin dai primi giorni della Chiesa, dai primi Concili e negli scritti dei primi
Padri, nei primi simboli della fede e, successivamente, nelle formule
dogmatiche dei Concili, che testimoniano il progresso approfondimento del
mistero di Cristo e, quindi, della Madre Sua. L’attenzione della Chiesa verso
Maria è proseguita, poi, in tutti i secoli, fino ai nostri giorni, sia nei
Concili, sia nel Magistero, sia negli studi teologici e biblici.
È doveroso ricordare
l’azione svolta da alcuni movimenti a riguardo: ad esempio, il movimento biblico,
quello ecclesiologico, quello liturgico e quello ecumenico.
Fra tutto questo approfondimento,
però, emerge l’insegnamento mariologico del Concilio Vaticano II. Il Cap.
VIII della Lumen Gentium è tra tutti il più importante. Poi si sono
avuti gli sviluppi mariologici del post – Concilio: le encicliche “Marialis
Cultus” e la “Redemptoris Mater”. Anche se non è questo il luogo per procedere
ad una rassegna particolareggiata dei vari settori della riflessione post
– conciliare su Maria, tuttavia per un momento almeno ci vogliamo attardare
nell'osservazione di quello ci vorrebbe dire magistralmente Giovanni Paolo
II, nella Redemptoris Mater.
Il S. Padre, evidenziata
l’eroica fede di Maria, che egli considera “quasi una chiave che ci
dischiude l’intima realtà di Maria”, illustra la “presenza materna” della
Vergine nel “cammino della fede”, mostrandocela operante nella Chiesa:
nel suo cammino di fede, nel culto che Ella rende al Signore, nella sua opera
di evangelizzazione, nella sua progressiva configurazione a Cristo, nell’impegno
ecumenico.
Da tutto questo sforzo
che stanno facendo la Chiesa ed il Magistero, nell’approfondimento della vita
e missione di Maria, emergono delle linee meravigliose circa i rapporti
molteplici che intercorrono tra Cristo, Maria e noi:
- Maria è il frutto più
eccelso della Redenzione;
- madre del Cristo e
nostra;
- serva fedele che consacrò
se stessa totalmente alla persona e all’opera del Figlio;
- socia del Redentore,
nel concepire Cristo, generarlo, nutrirlo, presentarlo al Padre nel tempio,
nel soffrire col suo Figlio morente sulla croce; Ella ha cooperato in modo
del tutto speciale all’opera del Salvatore, con l’obbedienza, la fede, la
speranza e l’ardente carità;
- discepola che raccolse
la Parola, il Figlio di Dio, e le divine parole, conservandole nel suo cuore.
Nessuna meraviglia, perciò
se Maria, come dive il Papa Giovanni Paolo II, “è riconosciuta quale sovreminente
e del tutto singolare membro della Chiesa”, per i doni di grazia di cui è
adorna e per il posto che occupa nel Corpo Mistico:
- Ella è madre della
Chiesa, perché Madre di Colui, che, fin dal primo istante dell’Incarnazione
nel suo seno verginale, ha unito in sé, come Capo, il suo Corpo mistico, che
è la Chiesa;
- per la sua condizione
di vergine – sposa è figura della Chiesa, la quale è anch’essa vergine
per l’integrità della fede; sposa per la sua unione con il Cristo;
madre per la generazione di innumerevoli figli.
Maria è modello della
Chiesa e di ogni cristiano:
- Ella è, con la sua
molteplice intercessione per la Chiesa, nella sua materna carità, avvocata,
ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice, ed, assunta in anima e corpo in cielo;
è l’immagine e la primizia della Chiesa, che contempla con
gioia ciò che essa, tutta, desidera e spera di essere, ed in Lei trova un
“segno di sicura speranza e di consolazione”.
Carissimi fratelli e
sorelle, come abbiamo avuto modo di osservare brevemente, ci troviamo di fronte
ad una Donna meravigliosa, davanti alla quale si è incantato, per così dire,
lo stesso Signore.
Dio padre, il Figlio,
lo Spirito Santo, la Chiesa e l’umanità, senza alcuna esagerazione, contemplano
questa creatura, cui ha posto mano Cielo e terra. Anche noi rimaniamo abbagliati
dallo splendore di grazia che emana da Maria: Magnificat anima mea Dominum!…
Quali indegni figli suoi,
oggi siamo venuti qui a dirglielo. Siamo venuti a dirLe tutto il nostro amore,
tutta la nostra riconoscenza per i favori ricevuti. Siamo venuti a prometterLe,
dopo questo pellegrinaggio di penitenza e di fede, di cambiare vita. vogliamo
anche noi, come tanti cristiani in quest’Anno mariano, iniziare il cammino
di fede e di perseveranza nel bene e nell’amore al Figlio suo Gesù Cristo.
Tornando alle nostre
cose, ciascuno di noi e tutta la nostra Chiesa Diocesana, vogliamo iniziare
il “cammino di fede e di luce” che Dio ci ha tracciato per condurci tutti
al suo Regno, mentre sperimentiamo, ancora pellegrinanti su questa terra,
la bellezza della vita ecclesiale e comunitaria, come caparra della vita eterna.
Andiamo uniti, con Maria,
incontro a Cristo, “oltre il secondo millennio”, per raggiungere la nostra
Salvezza, Dio, con il quale consumeremo l’eternità con Maria, madre nostra
e di tutta l’umanità.
Al termine di questo
incontro, fratelli e sorelle, vi esorto tutti a rivolgere una particolare
preghiera alla Madonna per il cammino comunitario che stiamo per intraprendere
insieme. Ve lo comunico oggi ai piedi della Madonna del Rosario di Pompei:
nel prossimo mese di settembre, terremo, con l’aiuto di Dio e della Madonna
un Convegno Pastorale – liturgico durante il quale ci metteremo in
ascolto della Parola di Dio e della Chiesa per meglio capire il Piano di Dio
su di noi e sull’intera famiglia Diocesana. Perciò, oggi vi invito a pregare
con me e per me, affinché io per primo possa essere, secondo il disegno di
Dio, una sicura guida per voi ed il vostro fratello maggiore
nella fede e nella testimoninza di vita.