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PASQUA 1991
(Veglia)
Fratelli e sorelle
questa è la notte delle notti;
la notte per eccellenza;
la notte santa:
… Parola di Dio in abbondanza
e riti ricchi di profondo valore salvifico; momenti altamente suggestivi
e silenzi eloquenti… tutto ciò ci aiuta ad entrare nel cuore del mistero
dell’amore di Dio, che, dopo aver sacrificato il suo Figlio per noi,
lo fa risorgere dalla morte per aprirci il cammino verso la salvezza.
Tutto lo sforzo che dobbiamo
compiere oggi, cristiani, partecipanti a questa liturgia, è quello di
riuscire a trovare il messaggio che tocchi l’uomo di oggi. Cos’è
per noi oggi la Pasqua?… Ci siamo resi conto, come cristiani,
che siamo portatori di quel formidabile annuncio che allora,
per la prima volta, 2000 anni fa, Dio stesso ha rivolto all’umanità?…
Cristo è risorto?
Vogliamo provare insieme a meditare
la Parola di Dio che richiama sempre il pensiero umano e meglio di ogni
altra parola orienta la ricerca della verità.
La Parola di Dio ascoltata in
questa Veglia pasquale ci conduce al cuore della storia. Questa
Veglia è stata pensata come un concretato di tutta la storia
la storia umana per giungere al cuore di essa: alla Risurrezione
di Cristo. Non è un riempitivo per giungere alla mezzanotte!
Infatti, questa Veglia è tutta
la storia sacra; la vita, cioè, dell’umanità, vista alla luce di Dio,
a passare sotto i nostri occhi. La creazione, nel grande affresco
del Libro della Genesi, che coinvolge tutto: la natura, gli animali,
l’uomo.
Si sa che a rompere l’equilibrio
del mondo è stato il peccato, cioè, il cattivo uso della libertà
da parte dell’uomo.
… Da Noè, ad Abramo, a Mosè,
ai profeti che aiutano a maturare la coscienza giudaica per accogliere
il Messia come un liberatore spirituale. Isaia, Ezechiele, Bàruch hanno
un messaggio di sconcertante attualità: “Per un istante ti ho abbandonata,
dice il Signore, ma ti riprenderò con immenso amore”. “O voi tutti
assetati, venite nell’acqua!”. “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro
di voi uno Spirito nuovo”.
Parole che questa notte scendono
come una spada tagliente a giudicare la nostra infedeltà, ma
sono anche balsamo profumato sulla nostra anima.
Bisognerebbe che questa notte
a proclamare la Parola fossero i grandi presentatori a prestare
la loro voce al Signore, bisognerebbe che fossero i santi!…
Tutta la storia sacra, raccontataci
da Dio stesso, questa notte, sta a dirci:
1) la nostra vocazione,
2) il nostro destino,
3) il suo progetto su di noi.
È una storia che parte da lontano,
dalla creazione del mondo, e, attraverso fatti e parole, storia di sofferenze
e di profezie, vissute dal Popolo eletto, arriva fino a Cristo che compie
le profezie e realizza il progetto di Dio attraverso la sua morte
e la risurrezione.
Questo evento è il centro
della storia, nel senso di storia della salvezza, storia dell’intera
umanità.
L’apostolo Paolo ci fa capire
che la morte di Gesù è un gesto di amore e di obbedienza al Padre
così grande che incide sulla situazione di tutti noi e, in qualche
modo, si trasmette anche a quelli che si uniscono a lui con la fede.
Lo stesso vale per la sua
risurrezione: non soltanto dio ha salvato dalla morte il Figlio
suo… ma Dio risuscita e dona vita nuova a tutti i credenti.
Se oggi la Chiesa celebra la
Pasqua di Gesù, ossia la sua morte e la sua risurrezione, ciò è perché
considera questo unico e duplice evento come la salvezza di
tutti.
I nostri fallimenti umani sono
riscattati, possono essere riscattati…! Il nostro orizzonte deve allargarsi
a quello di Dio.
In Cristo, che muore e risuscita
per la forza del Padre, possiamo comprendere qual è la nostra vera grandezza
e il nostro destino.
Gesù non è morto per
una fatalità, ma per amore: come Figlio che obbedisce con amore
al Padre, come fratelli di tutti, che dona la sua vita per la nostra
salvezza.
Gesù non è risorto solamente
per sé, ma dalla sua risurrezione irradia sulla sua umanità una forza
che trasforma (= lo Spirito Santo), una vita che non è soffocata nemmeno
dalla morte fisica.
Il credente è colui che
riesce a vedere tutto questo e vi fonda tutta la sua esistenza. Egli
non è solamente una persona di sane e robuste convinzioni, ma uno che
sa di essere stato raggiunto dall’amore di Dio, di essere sostenuto
dalla sua forza, quella forza e quell’amore, che si sono mostrati
nella morte e nella risurrezione di Cristo.
L’annunzio fondamentale della
fede cristiana è Cristo morto e risorto! La novità cristiana sta qui.
Pasqua come novità permanente.
Guai a fermarsi alle apparenze della vita. Un dolore, una disgrazia,
un lutto?… Cristo è morto e noi con Lui. Ma Cristo è risorto”
I nostri peccati, quelli
del mondo? Sì, ci sono, e sono tanti. Ma, a Pasqua, “sappiamo bene che
il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con Lui… perché noi non
fossimo più schiavi del peccato”.
Suonano le campane a festa.
L’acqua nuova di questa notte santa, l’acqua battesimale lava
noi prima di benedire altri soggetti e cose.
Al Gloria l’organo risuona
col suo ripieno e copre l’eco di tutte le voci di timore e di paura
disperata.
Forse a qualcuno scende anche
una lacrima di gioia, perché tutto il camminare tortuoso degli uomini
e delle donne di tutti i tempi converge lì: ad una tomba vuota e ad
una certezza di vita.
Carissimi, in questo flusso
di storia ci siamo anche noi. anche noi, di oggi, di questa strana
epoca che, come anello di una lunga catena ci unisce al passato e al
futuro, anche a noi Cristo lancia la corda di salvataggio della
sua Pasqua. Afferriamola e non la lasciamo mai più”
Buona Pasqua.