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NEWS


18/03/2010 Aperto il Giubileo

Giubileo sia! Ha riaperto dopo tre anni la cattedrale nocerina di San Prisco. Per l’occasione papa Benedetto XVI ha concesso un Giubileo straordinario, «un Anno santo straordinario – ha detto il vescovo Gioacchino Illiano nell’omelia – da celebrare in questa Chiesa, in cui venerare le reliquie del Santo Patrono e, nello stesso momento, per approfondire il senso teologico e biblico del nostro essere Chiesa e cristiani in un tempo non facile e non scontato sotto il profilo cristiano e religioso insieme». Il logo ed il tema stesso, prescelto per l’Anno giubilare, parla da sé: «Radicati in Cristo, testimoni della Tradizione. Sì – ha detto il prelato – Cristo, innanzitutto, perché egli è la porta, e chi non la varca, non passa!». A presiedere la grande liturgia, concelebrata da alcuni vescovi e decine di sacerdoti, è stato un emozionatissimo monsignor Illiano. Il presule – da ventitré anni alla guida della diocesi nocerina e a scadenza mandato – è stato il primo a varcare con devozione e raccoglimento la Porta Santa (ubicata sul lato destro della facciata, di fronte al sepolcro di san Prisco, ndr) e dopo la venerazione delle reliquie del primo vescovo nocerino ha proceduto con la santa messa e la consacrazione dell’altare. «Sembra che il Signore ci stia facendo rivivere – ha esordito nell’omelia – una di quelle pagine fondamentali della Bibbia, laddove leggiamo delle gesta dei Patriarchi i quali innalzavano a Jahvè il luogo del culto, con il preciso scopo di segnare la presenza viva del “Santo”». La celebrazione di ieri è stata a tutti gli effetti «un’altra pagina gloriosa e solenne nel Libro della storia sacra del Popolo di Dio pellegrino nella Valle del Sarno» ha detto Illiano. Il vescovo ha esortato, «senza Dio l’uomo perde valore, il compito dei cristiani è rendere testimonianza al vero Dio e, al tempo stesso, alla verità dell’uomo». Subito dopo si è rivolto ai giovani e agli educatori: «I giovani si rendano conto che senza idee forti, si va in panne e la macchina umana non riuscirà a proseguire il viaggio intrapreso. Inoltre, oso chiedere agli educatori di non mollare in questo tempo di emergenza». Il pastore della Chiesa dell’Agro ha pure rievocato la visita di Giovanni Paolo II: «Costituì solenne premessa e auspicio di questi tempi nuovi». Artisticamente, la cattedrale si è scrollata di dosso il colore grigio che caratterizzava le pareti, riprendendo luminosità ed aria grazie alla tinteggiatura bianca, con fregi d’oro. Un’aula liturgica venuta fuori in tutto il suo splendore, con diversi reperti emersi. “Pietre”, come le ha definite il vescovo, che sono state messe in evidenza all’ingresso del tempio: una colonna del primo secolo ed una risalente all’inizio del secondo millennio. «In tal modo – ha sottolineato Illiano – l’arco storico si è idealmente congiunto, attraverso la chiara lettura delle pietre che parlano ancora e, in modo speciale, nell’imponente sarcofago strigillato di San Prisco, tratto dall’oblio del tempo e degli uomini». Infatti, era stato nascosto per secoli da un altare fatto costruire dal vescovo Benedetto dei Monti Sanfelice. Grande poi l’emozione suscitata dalla corale del giubileo composta da 160 coristi più un’orchestra sinfonica. Alla cerimonia, inoltre, hanno preso parte un migliaio di persone. Tante anche le personalità politiche ed istituzionali presenti.
 
     
   
     


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