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NEWS
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09/11/2009 Il Vescovo scrive ai politici
Di seguito il testo della lettera ai “Custodi della cosa pubblica” redatta dal Vescovo della Diocesi di Nocera-Sarno e pubblicata sul mensile “Insieme”.
«Non vi nego che sono stato molto dibattuto prima di scrivervi queste poche righe dal nostro mensile “Insieme”, piccola realtà di informazione e formazione della Terra dell’Agro. Il contesto politico, culturale e sociale attuale, poi, sembra il meno adatto di questi ultimi anni di inizio Millennio per poter dire “una parola” agli operatori del campo politico ed amministrativo del nostro territorio.
Tuttavia, mentre in Diocesi – dove vivono 300mila abitanti – ci si prepara a ricordare che sono da 22 anni vescovo di questo antico e glorioso popolo, mi è venuto forte il desiderio di dire, con “amore di padre”, una parola buona, amorevole, amica, ma anche franca, a coloro che – nonostante quello che si sente dalla stampa e si vede in giro! – svolgono un ruolo insostituibile per il bene della “cosa pubblica”.
Per questo, scrivo a voi popolo di consiglieri comunali, provinciali e regionali dell’Agro; scrivo a voi sindaci dei 13 Comuni in cui estende la Diocesi di Nocera-Sarno; scrivo a voi deputati nazionali ed europei che rappresentate questo “pezzo nobile” dell’antica civiltà di “Nuceria Alfaterna”. Scrivo a voi che rappresentate questa terra che ha assunto la fede di Cristo dai primi secoli, come ci ricorda la tradizione che venera San Prisco e come testimoniano gli scavi archeologici e i Santi del nostro popolo: le nostre radici sono antiche! Scrivo a voi tutti in un momento delicato per il futuro del Mezzogiorno e anche per la “Terra che il Sarno irriga”.
Seppur con linguaggio semplice e con uno stile familiare – a me consono quando parlo con il popolo e con coloro che ritengo amici – oggi voglio chiamare tutti voi che operate per la salute sociale dell’Agro a fermarvi un momento per una comune e urgente pausa di riflessione che ci veda tutti “preoccupati” seriamente per il futuro prossimo delle vostre famiglie, dei vostri figli, delle popolazioni che rappresentate e che vi sono state affidate dalla Provvidenza.
Per il passato – a fine Millennio scorso – la nostra Chiesa diocesana si è offerta di mettere tutti intorno allo stesso problema per una seria riflessione e programmazione, dimostrando che “insieme” – concordi e senza pregiudizi – si riesce a raccogliere frutti di bene e di speranza.
Vogliamo riprovarci! E se occorre un mediatore, la nostra Chiesa si offre!
A 22 anni di episcopato nell’Agro sento ancor più l’ardire e il bisogno di lanciare questo invito, dando credito alla buona volontà e alle giuste preoccupazioni circa il futuro della nostra terra, di migliaia di persone che sperano nella politica e nella pubblica amministrazione.
La nostra Chiesa dell’Agro, reduce per il secondo anno da un convegno sulla salute socio-politica della Terra del Sarno, è pronta a collaborare con tutte le forze sane e pulite alla realizzazione di una presa d’atto della impossibilità di continuare ad ignorarsi o a combattersi reciprocamente sul bene comune più urgente e insostituibile, che è quello della salute pubblica.
Vi saluto, nell’attesa di un segnale positivo».
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Inagurazione dell'anno
Pastorale 2008/2009 |
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