Convocazione Regionale del Rinnovamento nello Spirito Celebrazione Eucaristica

Nocera Inferiore, 9 Ottobre 2011

“Lo Spirito – ci ricorda la bella lezione del Concilio – con la forza del Vangelo fa ringiovanire la Chiesa, continuamente la rinnova e la conduce alla perfetta unione col suo Spirito. Poiché lo Spirito e la Sposa dicono al Signore Gesù: Vieni! (cfr. Ap. 22,17)” (Lumen Gentium, 4)

Vieni!

È il grido che percorre tutta la storia. È il grido dell’anima. È lo stesso Spirito che grida dentro di noi: Vieni! e “intercede con gemiti inesprimibili” (Rm 8,25)

“ Lo Spirito ci è stato dato come spirito del Cristo Risorto che lo ha ricevuto in pienezza; agisce anche al di fuori dei confini visibili della Chiesa, ma non “indipendentemente” da Cristo.

Con la sua azione, infatti, gli uomini possono essere associati al mistero pasquale (cfr. Gaudium et Spes, 22)  Non c’è dunque un’economia dello Spirito più larga e più vasta di quella di Cristo (Mons. L.F. Ladaria) “perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale (Gaudium et Spes, 22)

 

Lo Spirito e la Sposa dicono al Signore Gesù: Vieni!

Ed Egli viene – Viene Gesù – e viene nella unità del Dio Trino.

Viene: nella Parola e con la Parola

Viene: nel Sacramento del Pane e del Vino

Viene: nella bellezza dell’assemblea ecclesiale

Verrà nella gloria.

 

Viene Gesù nella Parola. “È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura” (Sacrosanctum Concilium, 7)

È Lui che parla!

È Parola di Dio.

È Parola del Signore.

È Parola chiara e verace, alla quale dobbiamo semplicemente rispondere: Amen.

Parola creatrice e realizzatrice- Dice e fa. Dicendo tutto è fatto. Tutto è nuovo.

Perché tutto con Lui ricomincia. Ogni incontro con lo Spirito è un atto creativo, oggi.

 

“ Così anche voi – ci esorta l’Apostolo – se non pronunciate parole chiare con la lingua come si potrà comprendere ciò che andate dicendo. Parlereste al vento!

“…in assemblea preferisco dire cinque parole con la mia intelligenza per istruire anche gli altri, piuttosto che diecimila parole con il dono delle lingue” (cfr. 1 Cor 14,9ss).

L’evangelizzazione nuova esige il passaggio dalle molte parole alla Parola.

 

Vieni!

“manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo perché diventino il corpo e il sangue di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore”.

Ecco, lo Spirito invocato viene e il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Gesù

Il miracolo eucaristico sta quotidianamente sotto i nostri occhi, ma noi abbiamo occhi che non vedono.

 

Gesù è presente nel “sacrificio della Messa, soprattutto sotto le specie eucaristiche” (Sacrosanctum Concilium, 7).

Presenza che si percepisce solo con gli occhi della fede, con lo sguardo spirituale.

Vedo pane e vino, credo che è il corpo e sangue di Gesù.

Dono dello Spirito! Vieni Spirito e donaci l’ipermetropia dei Santi!

 

Vieni!

“e a noi che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo, un solo corpo e un solo spirito”.

 

Dono dello Spirito, la seconda epiclesi!

Non siamo una folla, una massa… siamo la Chiesa.

Vedo tante persone, così esternamente tutto resta come prima, ma io credo che sono la Chiesa del Signore.

Chiesa raccolta dai crocicchi delle strade, chiesa di pellegrini, poveri e peccatori, chiesa sospinta dallo Spirito ad entrare nella sala della festa, icona del Regno.

 

E viene ancora il Signore, il padrone e mi scorge senza l’abito nuziale e mi chiama “Amico!”.

Solo Lui se ne accorge, solo Lui guarda dentro, solo a Lui è permesso entrare nella stanza interiore –  la coscienza – “il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo dove egli si trova solo con Dio la cui voce risuona nell’intimità propria” (Gaudium et Spes, 16)

 

Il nostro compito è invitare l’uomo con l’abito della strada, sapendo che solo il Signore può esigere l’abito della festa. Egli “mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia” (Is 61,10).

 

Allo Spirito chiediamo il dono di ringiovanire la sua Chiesa e la nostra vita, dando ad ogni uomo l’abito festivo. Di questo uomo contemporaneo… vestito a festa, ma incapace di fare festa, perché si è rinchiuso in un orizzonte così ristretto, da non vedere più il cielo” (CEI, Il giorno del Signore, 5)

 

Lo Sposo e la Sposa dicono al Signore Gesù: Vieni!

Stiamo attenti al soffio di Dio, non estinguiamo lo Spirito, ma distinguiamo per essere pronti alle sorprese del Signore nella nostra povera vita.

 

“Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce,

ma non sai da dove viene né dove va:

così è chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3,8)

E ne senti la voce, e la voce dello Spirito chiama sempre ad un banchetto dove siamo attesi.

“Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici.

Ungi di olio il mio capo: il mio calice trabocca” (Sal 23,5)

“e abiterò nella casa del Signore per lunghi giorni” (Sal 23), perché Tu sei il mio Pastore.

 

L’Eucaristia è nei segni sacramentali e nella presenza reale “casa del Signore” e noi siamo familiari suoi, coinquilini del Signore.

 

Nell’Eucaristia la morte è già eliminata nell’attesa che venga eliminata “per sempre”.

Nell’Eucaristia, il Signore Dio asciuga le lacrime su ogni volto.

Nell’Eucaristia, tutto posso in colui che mi dà forza, avendo imparato povertà e ricchezza.

Nell’Eucaristia, “rinfranca l’anima mia” e dice: Venite alle nozze! Beati voi, invitati, attesi, accolti, amati… e la sala si riempie per la gioia di Dio!

Spirito, vieni! perché sappiamo che “l’evangelizzazione non sarà mai possibile senza l’azione dello Spirito Santo”.

Anche la preparazione più raffinata dell’evangelizzatore, non opera nulla senza di lui.

Solo “colma del conforto dello Spirito Santo, la Chiesa ‘cresce’ ”(cfr. Evangelii Nuntiandi, 75).

Maria, Donna abitata e plasmata dallo Spirito, ci prenda per mano e ci accompagni nel cammino per una evangelizzazione nuova, al soffio dello Spirito. Amen.