By 16 novembre 2015 0 Comments Read More →

Salvatore Martinez si racconta ad Insieme

casadamalfi

Nel 2007 è stato il primo laico a diventare presidente del Rinnovamento nello Spirito. Ed è anche stato il primo laico ad esserne coordinatore nazionale nel 1997 e, qualche anno prima, responsabile in Sicilia. Salvatore Martinez si racconta e parla di Chiesa, rapporti con gli altri movimenti, famiglia e papa Francesco. La guida dei carismatici italiani è stato a Pagani lo scorso 11 ottobre, per la convocazione regionale. Un momento di forte preghiera e di festa tenutosi nella ex Fatme, trasformatasi da vecchia fabbrica a luogo di meditazione e condivisione fraterna.

Salvatore MartinezMartinez ha conosciuto il Rinnovamento quando aveva 12 anni, nel bel mezzo degli anni ’60: «Si trattava di una delle primissime espressioni di questa corrente di grazia che in Italia era giunta a Roma nel 1974. Mia zia e i miei genitori sono stati tra i primissimi a conoscere questa nuova realtà e mi coinvolsero in qualità di animatore musicale, dal momento che mi destreggiavo con la chitarra e l’organo. A 14 anni ero membro del primo pastorale di servizio della Comunità, l’organismo direttivo che, all’epoca, guidava già 120 persone. E da quel giorno lo Spirito Santo non mi ha dato riposo». Lo Spirito è essenziale in tutte le cose e ha suscitato i carismi alla base dei Movimenti.

Qual è il loro contributo all’evangelizzazione e alla Chiesa?
Non possiamo nascondere la verità profonda dei carismi che per loro natura sono missionari. La parola “movimento” ci dice, per l’appunto, che sono proprio il superamento di ogni staticità della fede: segnano, in linea di continuità con il mandato di Gesù, quella costruzione del Regno di Dio che avviene nella storia dove noi laici siamo perfettamente innestati. La natura dei Movimenti è in una dinamica missionaria, una spinta che nasce dal desiderio di comunicare la gioia dell’incontro con Gesù Cristo. È importante evitare però l’autoesaltazione. I Movimenti rischiano una chiusura al loro interno e talvolta la formazione di chiese parallele.

Come il Rinnovamento vive l’incontro e l’accoglienza con chi non ne fa parte?
Il Rinnovamento è uno strumento ecclesiale per una nuova comunicazione spirituale della fede e non rappresenta in se stesso una nuova spiritualità. Il suo dinamismo è orientato al rinnovamento di tutta la Chiesa, in tutte le sue manifestazioni vitali e in tutte le sue diverse componenti. Pertanto il Rinnovamento è aperto a tutti, ad ogni categoria ecclesiale e sociale, senza distinzioni di età, di sesso, di ceto, perché tutti possano esperimentare la novità di una vita cristiana vissuta secondo lo Spirito e i suoi carismi.

Com’è la collaborazione con gli altri Movimenti?
Fu Giovanni Paolo II, nella Pentecoste del 1998, ad incontrare i Movimenti in piazza San Pietro a Roma, inaugurando una stagione di condivisione e amicizia in Gesù che ancora oggi ci lega ai Focolari, alla Comunità di Sant’Egidio e ad altri Movimenti e Comunità diffusi nel mondo. Nasceva in quegli anni un rapporto speciale: lo Spirito Santo ci avrebbe spinto a lavorare e camminare insieme nella Chiesa con una gioia e un’apertura mai sperimentate prima e che perdura ancora oggi, estesa anche ad associazioni di ispirazione cristiana che operano nel sociale. Non è la prima volta che viene in Campania, ultimamente c’è stato il Pellegrinaggio delle Famiglie per la Famiglia tra Scafati e Pompei.

Qual è lo stato di salute del RnS in questa Regione?
Il Pellegrinaggio, iniziativa annuale e nazionale del RnS, nacque nel 2007 nel segno della valorizzazione del “Sud del Paese”, spesso evocato per tanti episodi di trascuratezza morale e civile. La straordinaria vitalità del RnS campano, articolato in circa 200 gruppi e popolato da migliaia di aderenti, è da anni testimonianza efficace della presenza di persone accoglienti, oneste, estremamente generose e volenterose, attive nell’evangelizzazione nei luoghi più periferici come le carceri e gli ospedali. Conosciamo e apprezziamo molto un popolo capace di sperare e costruire un futuro migliore per la propria terra.

Il contributo che un aderente al Rinnovamento può dare alla società civile?
In generale, il contributo dei laici nella Chiesa e nella società. Bisogna rendere testimonianza della permanente attualità del Vangelo di Gesù Cristo con entusiasmo, con gioia, con energia reale, con la potenza dello Spirito. Combattere la crisi che ci attanaglia vuol dire lavorare in modo creativo e perseverante, non arrendersi davanti agli ostacoli, non cedere al timore e alle preoccupazioni. Gesù ci ha dato il suo Spirito Santo; lo Spirito ci ”attrezza” con doni e carismi per “umanizzare e cristianizzare” la storia. Un compito per ciascuno di noi, nessuno escluso. «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù»: inizia così il “manifesto programmatico” di papa Francesco, l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, in cui il Pontefice chiede a tutta la Chiesa e ai credenti un vero “rinnovamento spirituale” che possa redimere le povertà e le emergenze spirituali più disparate che spengono la speranza nel cuore dell’uomo.

Famiglia. Un argomento caldo. Tutti ne parlano e lo utilizzano a modo proprio. La sua impressione, alla luce del Sinodo?
C’è un enorme bisogno di ridare credito alle famiglie, a partire dalla riaffermazione gioiosa e vitale dell’originalità dell’amore coniugale, paterno e materno. Una nuova soggettività ecclesiale e sociale della famiglia, fondata sull’unione di un uomo e di una donna, è significata in due fondamentali elementi: la stabilità di questo amore unitivo nel matrimonio e la fecondità di questo amore generativo nella procreazione. Questi non sono solo principi di fede, ma elementi di civiltà profondamente umani e laici, fattori importanti nella difesa e nello sviluppo dello stato sociale. Tutto questo il Sinodo sta ribadendo nella ricerca di una pastorale più adatta alle sfide di questo tempo.

Ritrovare il senso della preghiera in famiglia: perché e come?
Non bisogna smettere di credere nella forza trasformante della preghiera. Una famiglia è viva e rimane in vita se non si smette di pregare. Chi non prega perde l’uso del cuore e smette di amare. La preghiera ricrea la famiglia, dilata la famiglia, fa ospitare Dio e rende ospitali verso tutti; permette di vincere il male con il bene, di non essere sopraffatti dallo scoraggiamento, dall’orgoglio, dall’indifferenza. Dio ha fatto dell’umanità una sola famiglia: Egli non discrimina, non esclude, è protezione dell’orfano, della vedova, del divorziato. Occorre chiedere al Signore che le famiglie siano protette dal male, salvate dalla morte, benedette nel dono dei figli, rinnovate nella bellezza dell’amore e dalla potenza della preghiera.

Tante famiglie vivono vere vie crucis. Come affrontare tutto questo?
In molti casi constatiamo gli effetti devastanti dell’irruzione del male nella vita coniugale e familiare. Occorre accogliere, prendersi cura accompagnando, dare fiducia a tante coppie dimenticate e abbandonate che cercano e non trovano ascolto, mostrare la ricchezza che si sperimenta in famiglia, anche nelle difficoltà e nel disorientamento corrente.

La sorpresa e la rivoluzione di papa Francesco cosa può ancora riservare?
Papa Francesco suscita ripetutamente gesti che regalano gioia profonda e speranza creatrice. Sin dall’inizio del suo pontificato, il Papa ha rivelato la prossimità della Chiesa con una originalità che ci dice l’inesauribile bellezza del Vangelo. E ora l’apertura di un Giubileo dedicato alla misericordia schiude le porte ad altre sorprese dello Spirito Santo a cui papa Francesco è interiormente e profondamente sottomesso nell’espressione di tanta libertà.

Salvatore D’Angelo

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