Informazioni Generali

Il Giubileo della Misericordia è stato indetto da Papa Francesco per essere vissuto intensamente in ogni Chiesa particolare, così da consentire a chiunque di incontrare la misericordia di Dio Padre attraverso l’operosa missione della Chiesa. Il segno più evidente di questa cura pastorale è la possibilità di aprire le Porte della Misericordia in ogni diocesi. Queste porte, analoghe alle Porte Sante delle Basiliche papali in Roma, consentiranno di compiere il pellegrinaggio giubilare anche a chi non può raggiungere Roma.

Porte della Misericordia

Cattedrale San PriscoSarà cura dell’Ordinario del luogo stabilire in quale chiesa aprire la Porta della Misericordia che dovrà essere aperta in ogni diocesi ed eparchia del mondo (cfr. MV 3). Nella nostra Diocesi, l’unica Porta Santa sarà quella della Cattedrale di San Prisco

È bene che la possibilità straordinaria dell’indulgenza giubilare sia riconosciuta dai fedeli precisamente come un’opportunità fuori dal comune, e dunque vissuta come momento particolarmente forte per un cammino di conversione. Ciò avverrà anche attraverso la giusta valorizzazione di questo speciale segno che è la Porta della Misericordia.

L’apertura delle Porte della Misericordia

Dopo l’inizio solenne dell’Anno Santo – segnato dall’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano il prossimo 8 dicembre – tutte le Chiese particolari apriranno la propria Porta della Misericordia in comunione con la Chiesa di Roma all’interno della celebrazione eucaristica per la terza domenica d’Avvento (Domenica Gaudete, 13 dicembre 2015). Il Papa, infatti, aprirà in quella domenica la Porta Santa della cattedrale di Roma, la Basilica di San Giovanni in Laterano. Ogni Chiesa particolare aprirà le altre Porte della Misericordia, ossia quelle eventualmente individuate presso i Santuari, sempre all’interno della celebrazione eucaristica per la terza domenica d’Avvento, che potrà essere presieduta da un delegato del Vescovo.

Chiese giubilari

Ciascuna delle quattro Basiliche papali in Roma (San Pietro in VaticanoSan Giovanni in LateranoSanta Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura) ha una Porta Santa. Queste sono chiese giubilari, dove recarsi in pellegrinaggio per ottenere l’indulgenza adempiendo le condizioni previste. Sono tradizionalmente chiese giubilari anche le Basiliche di Terra Santa. Nel resto del mondo, sono da considerare chiese giubilari la chiesa e gli eventuali santuari in cui ciascun Ordinario locale avrà disposto l’apertura di una Porta della Misericordia.

Nel caso di Roma, alle quattro Basiliche papali si aggiungono le tre chiese che, insieme ad esse, compongono l’itinerario tradizionale delle “sette chiese”, vale a dire San Lorenzo fuori le MuraSanta Croce in Gerusalemme eSan Sebastiano fuori le Mura. L’importanza del pellegrinaggio in occasione del Giubileo suggerisce di riscoprire e praticare questo itinerario penitenziale lasciato ai romani da San Filippo Neri nel ‘500. Pertanto, anche il pellegrinaggio presso ognuna di queste chiese costituirà occasione per vivere l’indulgenza giubilare.

La diocesi di Roma ospita anche molte altre chiese e santuari importanti, mèta di pellegrinaggio di tanti fedeli che vi trovano sempre sacerdoti pronti ad accoglierli nella misericordia del Padre. Durante l’Anno Santo saranno chiese giubilari, dove recarsi in pellegrinaggio per ottenere l’indulgenza, anche il Santuario del Divino Amore e la chiesa diSanto Spirito in Sassia, nota anche come “Santuario della Divina Misericordia”.

Infine, le chiese che già stabilmente godono del privilegio dell’indulgenza per i fedeli che adempiano devotamente le condizioni previste, continueranno ad essere luoghi in cui ottenere l’indulgenza anche durante il Giubileo della Misericordia, secondo quanto è già determinato per ciascuno di questi luoghi.

Varcata la Porta

Una volta varcata la Porta Santa o Porta della Misericordia, o che sia verificata una delle altre circostanze nelle quali Papa Francesco ha concesso che si possa ricevere l’indulgenza (ad esempio per i malati, i carcerati e per chiunque compia in prima persona un’opera di misericordia), oltre alle usuali condizioni che richiedono un cuore ben disposto perché la grazia possa portare i frutti sperati, i fedeli dovranno fermarsi in preghiera per compiere gli ultimi atti richiesti: la professione di fede e la preghiera per il Papa e secondo le sue intenzioni. Quest’ultima potrà essere almeno un Padre Nostro – la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato per rivolgerci come figli al Padre – ma possibilmente anche di più. In particolare, in considerazione dello spirito proprio di questo Anno Santo, si suggerisce di recitare la bella preghiera di Papa Francesco per il Giubileo, e di concludere il momento di preghiera con un’invocazione al Signore Gesù Misericordioso (ad esempio “Gesù Misericordioso, confido in Te”).